I Navigli lombardi costituiscono una rete di canali artificiali che si sviluppa principalmente nella pianura a sud di Milano. Il sistema collegava storicamente il capoluogo lombardo con il Lago Maggiore a nord-ovest, il Lago di Como a nord, e il Po a sud. Progettati a partire dall'epoca medievale, i Navigli hanno avuto un ruolo fondamentale nel trasporto di merci e materiali da costruzione per secoli.
Origini e sviluppo storico
Le prime opere di canalizzazione nella pianura milanese risalgono al XII secolo. Il Naviglio Grande è il più antico: la sua costruzione iniziò nel 1177 per portare le acque del Ticino fino a Milano. L'obiettivo originale era irriguo e, successivamente, di trasporto. Nei secoli successivi il sistema si espanse con la realizzazione di nuovi canali.
Il Naviglio Pavese fu completato solo nel 1819, collegando Milano a Pavia e di qui al Po. Il Naviglio della Martesana, realizzato nella seconda metà del XV secolo, prendeva l'acqua dall'Adda nei pressi di Trezzo sull'Adda e raggiungeva il centro di Milano.
I principali canali del sistema
Naviglio Grande (da Tornavento, TA al Po via Milano) · Naviglio Pavese (Milano–Pavia) · Naviglio della Martesana (Trezzo sull'Adda–Milano) · Naviglio di Bereguardo · Naviglio Interno (ormai coperto)
Il Naviglio Grande
Il Naviglio Grande parte dal Ticino all'altezza di Tornavento, in provincia di Varese, e percorre circa 50 km verso sud-est fino alla Darsena di Milano. Con una larghezza che varia tra i 15 e i 30 metri, è il canale più ampio del sistema. Per secoli fu la via principale per il trasporto del granito del Lago Maggiore, del legname alpino e di altre merci verso Milano.
Il canale è ancora navigabile nel tratto extraurbano. A Milano, la tratta che percorre la Ripa di Porta Ticinese è uno dei quartieri più frequentati della città, con una vivace presenza di locali, ristoranti e spazi riqualificati lungo le sponde.
Il Naviglio della Martesana
Iniziato nel 1457 per volere del duca Francesco Sforza e completato tra il 1460 e il 1470, il Naviglio della Martesana prende l'acqua dall'Adda a Trezzo sull'Adda e raggiunge Milano percorrendo la pianura orientale. Ha una lunghezza di circa 38 km. Storicamente fu il canale che collegava Milano con il territorio bergamasco e il Lago di Como attraverso l'Adda.
Il Naviglio Pavese
Il Naviglio Pavese collega la Darsena di Milano con Pavia, per una lunghezza di circa 33 km. Da Pavia è possibile raggiungere il Po attraverso il porto fluviale cittadino. Il canale fu voluto da vari duchi di Milano nel corso dei secoli, ma fu completato solo sotto il dominio austriaco, nel 1819. È ancora navigabile e percorribile anche in bicicletta lungo la ciclovia che costeggia le sponde.
La Darsena di Milano
La Darsena è il bacino portuale al centro del sistema dei Navigli milanesi, situato nel quartiere Ticinese. Era il punto di arrivo e partenza delle merci trasportate per via d'acqua. Dopo decenni di abbandono è stata riqualificata e oggi costituisce uno spazio pubblico integrato nel tessuto urbano.
La copertura dei Navigli interni
Nel corso del XX secolo, gran parte dei canali che attraversavano il centro di Milano vennero interrati per consentire la costruzione di strade e metropolitane. I lavori di copertura si svolsero principalmente tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta. Rimangono visibili e navigabili i tratti del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese nel quartiere Navigli, e il Naviglio della Martesana nel tratto orientale della città.
Funzioni attuali
Oggi i Navigli lombardi svolgono principalmente funzioni di irrigazione agricola nella pianura padana. Il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi gestisce parte della rete irrigua che utilizza le acque dei canali. La navigazione turistica è attiva su alcuni tratti, in particolare sul Naviglio Grande. Sono stati avviati in anni recenti studi per la riapertura parziale di alcuni tratti interni a Milano, ma i lavori non risultano ancora avviati.